Loudness

Qualche nozione al fine di fare chiarezza su un argomento, talvolta inutilmente, dibattuto.
Il circuito “loudness” è un’equalizzazione che nasce dalla volontà di ottenere un suono maggiormente dettagliato e completo ai bassi volumi di ascolto. L’orecchio umano ha infatti una percezione agli estremi che diminuisce in modo sensibile al diminuire del livello di ascolto rispetto al centro banda come definito dalle curve isofoniche qui riportate:

loudness
I grafici mettono in relazione il livello acustico oggettivamente misurabile in dB con il livello percepito dall’orecchio valutato in “phon”
Ovvero ciascuna curva è tracciata a parità di percezione di livello al variare della frequenza. E’ evidente quindi dai grafici che per avere (ad esempio) la medesima sensazione di percezione di 20 phon sia sufficiente a 4 KHz un livello acustico di 12dB mentre a 30Hz servirebbero ben 70 dB.
Ciò significa che se state ascoltando un suono che a centro banda ha un livello massimo di 50dB (musica di sottofondo) perdereste molti dettagli in gamma bassa e anche (in misura minore) in gamma alta. Per tali ragioni è nata tale compensazione ovvero un artifizio per rendere udibile ciò che in natura a quel livello di ascolto non lo sarebbe.
Se sento un contrabbasso (non amplificato) suonare in uno spazio libero a 10m di distanza da me non percepirei la gamma bassa…potrà anche dispiacermi ma è quella la condizione reale di tale ascolto…il mio orecchio lo sa, è abituato a tale ascolto e lo percepisce come reale.
Questo per dire che il loudness è comunque e sempre percepito dall’orecchio umano per quello che è ovvero un artifizio…anche a basso volume (per le ragioni di cui sopra), che poi per qualcuno possa essere piacevole andare per bassi volumi d’ascolto oltre la realtà percependo cose che nella realtà al medesimo volume non sarebbero percepibili questo è un altro discorso ed è cosa assolutamente soggettiva e rispettabile.
Tutt’altra cosa è cercare con questo espediente di compensare deficienze in gamma bassa dovute ad una errata installazione o ad una errata scelta del diffusore in funzione della propria stanza di ascolto…cosa totalmente errata (ma che è talvolta l’impiego più frequente che viene ad avere tale equalizzazione).Per quanto riguarda la mia personale percezione non sono mai propenso ad utilizzare tale equalizzazione neppure a basso volume per le ragioni espresse sopra ma…per chi volesse invece utilizzarlo “cum grano salis” utilizzando cioè il loudness nel modo corretto in cui è stato pensato come fare?
L’intervento di compensazione fisiologica in qualunque ampli correttamente progettato segue la POSIZIONE della manopola del volume e NON il volume che voi percepite effettivamente in ambiente che invece è determinato sia dal coefficiente di amplificazione in tensione del vostro sistema (…dalla sorgente all’uscita dell’ampli), sia dall’efficienza dei vostri diffusori e sia dalla distanza del punto di ascolto dagli stessi (nonchè dal coefficiente di assorbimento dell’ambiente…che varia pure esso in funzione della frequenza tra l’altro…). Per tale ragione NESSUN controllo fisiologico in cui non sia predisposta la corrispondente possibilità di simultanea regolazione del LIVELLO fermo restando la POSIZIONE della manopola del volume è di per se corretto.
L’unico caso in Grundig in cui ciò è possibile (vi sono sicuramente altri prodotti di altri marchi di cui non ho diretta conoscenza che permettono ciò) è il preamplificatore XV7500 in cui vi è appunto un controllo di guadagno (manopola “Level”) che permette di regolare il livello d’ascolto a parità di POSIZIONE della manopola di volume (ovvero a parità di equalizzazione impostata) per poter approssimare il più possibile le curve isofoniche di cui sopra alla propria reale condizione di ascolto. Premesso tutto ciò, sappiamo che in rete si sente tutto e il contrario di tutto e non ho intenzione di occuparmi della lunga fila di persone che vogliono ostentatamente porsi in cattedra (con la costanza sempre verificata di non rispettare le altrui opinioni) dimostrando di non conoscere neppure l’abc delle nozioni necessarie in questo settore ed essendo parimenti reticenti a qualunque apprendimento in materia (talvolta mi ricordano i bulletti delle scuole medie…quelli che si sentivano superiori a tutti, rompevano le scatole a tutti…e poi venivano bocciati) , vorrei però spendere qualche parola sulle indicazioni fornite nei manuali d’uso degli apparecchi Grundig in cui si consigliava, con box di piccole dimensioni, di lasciare inserito il loudness: siamo negli anni 70 in pieno boom dell’hifi, non esisteva ancora il pc e men che meno internet e l’approdo alla tecnologia era da tutti molto sentito, era il futuro che avanzava…se non avevi il tv color e l’impianto hifi eri “out”…i potenziali acquirenti di un sistema stereofonico non erano quindi quattro gatti come capita ora ma bensì la quasi TOTALITA’ della popolazione giovane…il 95% della quale però non aveva nessuna competenza né di alta fedeltà né tanto meno di acustica e quindi bisognava azzeccare qualche consiglio che potesse andar bene un po’ per tutti per una installazione presumibilmente fatta “ad capocchiam” dall’utente medio e con diffusori che per questioni di spazio la massaia non si comprava di certo molto ingombranti per cui se la stanza era grande necessitavano di una esaltazione sul basso. Da li la moda del loudness inserito e ritenuto da alcuni necessario. In fin dei conti vale il detto: “a ciascuno il suo”.