LINEAR TRANSFER

La storia di una ricerca audio iniziata nel lontano 1983. La finalità è sempre stata quella di ottenere la massima trasparenza possibile su ogni elemento della catena. “Trasparenza” intesa nel senso letterale del termine. Una metafora per meglio chiarire questo termine ce la offre il settore ottico: solo se osservate un paesaggio attraverso un vetro perfettamente trasparente (quindi non deformato e non colorato) potete vedere la realtà di ciò che sta al di la del vetro stesso. Analogamente all’ascolto, solamente in presenza di autentica trasparenza si è in grado di far passare integre tutte quelle sfumature di intonazione, feeling, vivacità, pienezza e tridimensionalità che rendono la musica libera e coinvolgente. Occorre fare attenzione quindi a non scambiare col termine “trasparenza” certi suoni asettici, eterei e ipercaratterizzati che non hanno nulla a che fare con la corretta interpretazione di questo termine. “Linear Transfer” (trad. trasferimento lineare) sottolinea la necessità di una funzione di trasferimento lineare ingresso/uscita per poter lecitamente parlare di alta fedeltà. Negli LT si tiene conto inoltre che, a fronte di un’unica uscita, non si ha mai a che fare con un unico ingresso in un’amplificazione reale. Da questa considerazione nacque negli anni 80 la ricerca sui “perchè” (vedi scelta elettroniche ) che ha rappresentato la base di sviluppo degli LT. Nell’ambito dell’evoluzione di queste amplificazioni è risultato evidente (così come talvolta capita nelle persone) che la forza non risiede dove sta l’aggressività: per ottenere la dinamica vera, fluida, priva di costrizioni e cattiveria ma ricca di particolari, è fondamentale proprio la trasparenza portata ai massimi livelli. Trovate i vecchi modelli qui : LT Heritage


(1986 > )  Modifica full CCI lettori cd

La prima versione di tale modifica a un lettore cd è coincisa con l’entrata in produzione del Philips CD960 (1986). Tale modifica comportava, tra le altre cose, l’assenza del coperchio (contrariamente a quella attuale ove il coperchio è ben presente e rigidamente fissato). La modifica è fattibile su molti (ma non tutti) i lettori in commercio ed essendo l’interfacciamento circuito/telaio, di gran lunga la principale (per quanto non conosciuta) causa di degrado del suono, si ha come risultato che i vari lettori, una volta modificati, suonano pressoché indistinguibili tra loro ma nettamente distinguibili da tutti gli altri. A scopo dimostrativo tengo a disposizione un lettore da 30 euro modificato con cui consiglio l’ascolto a confronto con qualunque lettore convenzionale indipendentemente dal costo, un ascolto molto istruttivo per valutare quali sono le grandezze in gioco realmente influenti. Con un lettore full CCI l’equivalenza rispetto all’analogico è veramente notevole e ciò permette (caso più unico che raro) di preferire su supporto CD le incisioni native digitali mentre su LP rimangono ovviamente preferibili le incisioni native analogiche (se in stampa originale). Per gli chi ama la musica liquida un network player modificabile con ottimi risultati è il Pioneer N-30AE. Tra apparecchi full CCI e apparecchi che non lo sono (come ad esempio il router di casa), è importante vi sia una separazione galvanica per cui, a fronte di riproduzione di musica liquida, consiglio sempre la connettività wifi e non via cavo. Permangono piccolissime varianti tra lettori modificati, frutto NON della meccanica o del tipo di unità di conversione ma bensì di quanto è ottimizzabile telaisticamente/circuitalmente un modello di lettore rispetto ad un altro. Ad esempio un cd650 o un cd960 Philips sono ottimizzabili al 100% mentre un cd94 Marantz (praticamente un cd960 con un “vestito” diverso) lo è solo al 90%. Piccole differenze sono presenti anche in funzione del tipo di alimentazione utilizzata (switching o convenzionale) che diventano maggiormente rilevanti a fronte dell’adozione, dal 2019, di un trasformatore aggiuntivo di bilanciamento inserito in fase di modifica a valle del trasformatore principale (nella sezione di alimentazione duale dedita allo stadio analogico) al fine di ridurre le fluttuazioni delle correnti di massa. Se avete lettori su cui avete fatto applicare le classiche modifiche tanto in voga (rifacimento dello stadio di uscita, zero oversampling, surdimensionamento dell’alimentazione, etc), può essere un’esperienza molto interessante ed istruttiva fare un confronto diretto con un lettore full CCI se vi fidate delle vostre orecchie…


(1988 > )  MA25 – MA50

Il frutto dell’evoluzione di una vita di lavoro: due finali stereo rispettivamente da 25W/ch e 50W/ch RMS su 8 ohm dimensionati per pilotare agevolmente anche carichi di 2 ohm mantenendo una risposta in frequenza su carico reale impeccabile a fronte di una ridottissima impedenza di uscita. Quanto di meglio sono riuscito ad ottenere per annullare le colorazioni sul suono permettendo quel rispetto che la musica merita. La circuitazione di questi finali è a ponte per massimizzare la reiezione di modo comune nei confronti dei disturbi presenti sull’alimentazione ed è dotata di alimentazione stabilizzata di potenza. Avendo subìto una lunga evoluzione, gli esemplari più attempati presentano una considerevole differenza di sonorità rispetto a quelli attuali, per tale ragione è possibile aggiornarli del tutto gratuitamente (al costo eventuale del solo materiale…un’inezia). L’aggiornamento gratuito è il mio modo di ringraziare chi ha riposto fiducia in me da tanti anni. Nessuno nasce imparato d’altronde.


(2009 > )  MA100

Un amplificatore da 100W/ch RMS per canale su 8 ohm con capacità di pilotaggio senza limitazioni di corrente fino a carichi di 2ohm. Per chi ha diffusori impossibili da pilotare o saloni molto grandi da sonorizzare. Molto lavoro è stato svolto al fine di mantenere le caratteristiche musicali dell’MA25 ed MA50. L’ottimizzazione CCI è sul rigido al pari degli altri finali LT. In questo caso la circuitazione non è a ponte e al fine di mantenere ridotte le fluttuazioni delle correnti di massa viene adottata un’alimentazione con trasformatore di bilanciamento a valle del trasfo principale. Anche in questo caso l’impedenza di uscita è stata mantenuta quanto più bassa possibile per avere il miglior comportamento in termini di linearità su carico reale.


(2010 > )  Dynamic System Loudspeaker – DSL

A fronte dell’esperienza fatta nella lunga evoluzione del primo progetto di DSL (vedi LT Heritage ), nasce nel 2010 la nuova DSL che, mantenendo la configurazione MTM, trova ottimizzazione a ridosso della parete di fondo. L’ottimizzazione in termini di estensione in frequenza e coerenza lo si ottiene in questo caso con un’installazione “caso B” del metodo ovvero con tre rinforzi ambientali. Gamma media che rispetto al vecchio modello è ancora più libera e concreta, incredibilmente simile a quella delle Rogers LS3/5a 15 Ohm (se opportunamente collocate, vedi “apparecchi rilevanti”) mantenendo l’immagine e la resa “live” delle SL1000 in stanze che sarebbero di dimensioni proibitive per quest’ultima.  Le DSL sono un progetto MTM a due vie in sospensione pneumatica con impedenza nominale di 4 Ohm, particolare attenzione è stata posta ai fenomeni di diffrazione, al filtro crossover e ai molti aspetti telaistici che anche su un diffusore hanno la loro percepibile influenza. La scelta della configurazione MTM (midwoofer-tweeter-midwoofer) per quanto comporti maggiori difficoltà nell’ottenimento di una valida gamma media, è l’unica a permettere l’assenza di “distorsione di immagine” in quanto simula l’emissione di una sorgente monovia. In casi convenzionali, (in cui avete altoparlanti montati in asse verticale con tweeter ben più alto rispetto al woofer), vi ritrovate che in funzione delle note emesse (gravi o acute) avrete uno spostamento in senso verticale della localizzazione dello strumento…questo aspetto rende immediata la sensazione di stare assistendo ad un suono riprodotto. Il sistema MTM invece (se nel progetto viene raggiunta una adeguata accuratezza timbrica) letteralmente scompare lasciando spazio agli strumenti live.

Da inizio 2018 per rendere adattabili le DSL a collocazioni tipo “caso C”, è disponibile un adattatore da inserire tra pre e finale che simula il rinforzo di una terza parete (che in un “caso C” è mancante). Trattasi di un esaltazione sull’estremo basso che si ottiene attenuando di 3dB tutta la gamma al di sopra dei 55Hz. Dopo averla sperimentata in un caso C classico con ottimi risultati mi sono deciso a proporla come ulteriore possibilità di impiego. Per gli iscritti al forum trovate info qui

installazione tipo Caso A > DSL Ext
installazione tipo Caso B > DSL
installazione tipo Caso C > DSL con adattatore “equalizzatore”


(2014 > )  LINEAR TRANSFER MA10 tp

L’MA10tp è un amplificatore integrato dotato di telecomando e con ingresso phono MM (opzionale), capace di 50W/ch su 8 Ohm e dimensionato per pilotare carichi fino a 3 Ohm nominali. La riduzione delle fluttuazioni delle correnti di massa, che sui finali LT si ottiene con una circuitazione a ponte (ovvero due amplificatori per canale che amplificano in controfase), sul nuovo integrato LT viene ottenuta con un’alimentazione particolare che utilizza un trasformatore di bilanciamento posto a valle del trasformatore duale principale. Tale trasformatore, bilanciando le fluttuazioni di tensione sui due rami di alimentazione, riduce drasticamente le fluttuazioni delle correnti di massa riducendo di conseguenza la distorsione effettiva (percepibile come degrado sonoro) del segnale in transito anche con carichi particolarmente difficili.
Lo sviluppo dell’interfacciamento circuito-telaio ha raggiunto in questo progetto la sua maturità permettendo di ottenere, pienamente, la sonorità prevista. Al pari degli altri LT, consiglio di ascoltarlo se siete sinceramente interessati al come può un’amplificazione fare cambiare la sonorità espressa da un impianto.
Da telecomando è possibile comandare accensione/spegnimento, volume, selezione ingressi e muting.


(2015 > ) Dynamic System Loudspeaker Extended

La DSL Ext rappresenta l’evoluzione della DSL old type (vedi LT Heritage ) in cui sono stati apportati aggiornamenti sia per quanto riguarda i correttori acustici ora realizzati in materiale plastico che per quanto riguarda il crossover. I woofer sono sempre i 17W75Ext Dynaudio mentre il tweeter è ora il medesimo delle DSL ovvero il modello installato sulle Grundig SL1000, TL100, Box450-550 prof. Il mobile rimane immutato rispetto a quello della DSL old type ed è quindi è possibile aggiornare il vecchio modello a quello attuale con una spesa modica. Questo diffusore adotta una linea di trasmissione chiusa molto smorzata che permette di adattare la DSL Ext ad un “caso A” (vedi metodo di installazione diffusori). Questo modello si adatta anche a soluzioni tipo “caso C” purché vi sia la possibilità di porre i diffusori nella vicinanza delle pareti laterali (che quindi sostituiscono il rinforzo mancante della parete alle proprie spalle), ovviamente se le laterali sono molto distanti tra loro non sarà possibile farlo e quindi non si potranno impiegare questi diffusori (sempre riferito al “caso C”).

Altre caratteristiche qui


(2019 > )  LINEAR TRANSFER MA-X  Class A power amp

Sono passati quasi trentacinque anni da quando la prima versione dei mono MA100 era in classe A, avevano circa 20 W su 8Ohm in classe A pura ed erano delle vere e proprie stufette. Abbandonai tale scelta ritenendola non solo superflua ma addirittura dannosa (al livello di conoscenza che avevo all’epoca del problema telaistico/vibrazionale). In tutti questi anni ho svolto molto lavoro, tornando a volte sui miei passi e a volte avanzando ma sempre cercando supporto dalla logica. Ho dovuto imparare un approccio progettuale che non stava scritto su nessun libro di testo ma sul quale mi sono stati sicuramente di grande aiuto i prodotti Grundig dell’epoca a cui ho sempre attribuito il grande merito della soluzione di tale problema del quale, nel mio piccolo, sono stato solo il “riscopritore”. Ora l’unica curiosità che mi era rimasta da verificare era tornare sui miei passi anche a proposito della polarizzazione in classe A nei finali, ma a fronte delle conoscenze acquisite in questi trentacinque anni in ambito CCI.
I dati di targa di questo nuovo modello sono:

  • 50W/ch RMS su 8 Ohm di cui 15W/ch in classe A pura su 8 Ohm
  • Distorsioni su carico reale di 4 Ohm nominali inferiori allo 0,1% fino alla massima potenza.
  • Pilotaggio senza limitazioni di corrente fino a carichi nominali di 2 Ohm
  • Impedenza di uscita a centro banda inferiore a 0,01 Ohm
  • Fattore di smorzamento superiore a 800

L’obiettivo prefissato non era quello di fare un classe A fino alla massima potenza (che sono di fatto rarissimi al di la delle dichiarazioni pubblicitarie dei vari costruttori), che oltre ad essere inutile ed inutilmente dispendioso (anche come bolletta elettrica) comporterebbe problemi di dissipazione tali da costringere ad un tunnel di raffreddamento ventilato, bensì quello di permettere un regime termico che risultasse sostanzialmente stabile anche in funzione di erogazioni, con segnale musicale, fino alla potenza massima.
La stabilità termica del punto di riposo determina all’ascolto un piccolo ulteriore vantaggio a fronte di programmi musicali che abbiano una certa escursione dinamica. Non è quindi un vantaggio che si ha con tutti i dischi ma è comunque apprezzabile. Se poi questo piccolo vantaggio valga il costo, decisamente superiore, di tale scelta beh…questa è una risposta che è indubbiamente molto soggettiva. Questo amplificatore utilizza, al fine di avere una vasta superficie di dissipazione, il medesimo telaio impiegato sull’MA100. Adotta ben quattro trasformatori: il principale, da 200VA, con secondari sdoppiati per i due canali, più tre trasformatori 1:1 di bilanciamento, uno per canale più uno ulteriore (il cui particolare impiego non intendo divulgare) al fine di ridurre al massimo le fluttuazioni delle correnti di massa. Così come tutti gli LT di nuova generazione adotta inoltre protezioni contro tensioni continue all’uscita.


(2019 > )  LINEAR TRANSFER MA10 tpx preamplifier

Dal 1995 non costruivo più un preamplificatore. Mi sembrava inutile in quanto il suono che cercavo era comunque già fornito da apparecchi come X6500 tp Grundig o dall’accoppiata X7500 + T7500 Grundig. La presenza della radio è sempre stata un vantaggio in Grundig dal punto di vista della sonorità, in quanto genera una sorta di effetto “dither” che riduce l’influenza negativa delle fluttuazioni delle correnti di massa. Mi è tornata la curiosità di costruire un preamplificatore nel momento in cui ho ripreso in esame l’utilizzo del trasformatore 1:1 da utilizzare a valle del secondario del trasformatore principale, ovvero la soluzione brevettata da Onkyo verso la metà degli anni 80 con il nome “real phase”. In effetti tale soluzione, ora liberamente utilizzabile a fronte del decadimento dei tempi di durata del brevetto, comporta una riduzione delle fluttuazioni delle correnti di massa che di fatto determina un miglioramento molto simile a quello messo in atto in Grundig con l’impiego del tuner. Poter quindi approcciarsi ad un apparecchio che al pari di un X6500tp è totalmente telecomandabile, risolve gli stessi problemi di sonorità, ma non ha i problemi di affidabilità derivanti dall’età di questo glorioso sinto-pre full CCI, può essere una buona ragione per riprendere la costruzione di un preamplificatore. L’MA10tpx dispone di un ingresso phono MM e di tre ingressi di linea. L’ingresso phono presenta sia connessioni DIN che RCA mentre solo RCA per gli ingressi linea. La circuitazione RIAA adottata è identica a quella dell’integrato MA10tp, mentre sull’MA10tpx viene adottato (a differenza dell’MA10tp) uno stadio di preamplificazione di linea attivo funzionante in classe A.


Chi vi scrive ha dedicato gran parte della sua esistenza alla comprensione e allo studio dei fenomeni audio, ma non ha mai trovato il coraggio di intraprendere un’attività commerciale in un settore dominato da “ricerche” più orientate al come rendere accattivante l’estetica di un apparecchio anzichè al rendere autentica la sua sonorità.
Il risultato di questo lavoro comunque esiste ed è ascoltabile.
Caratteristica peculiare del suono LT è l’assenza di quelle tipiche “durezze”/impuntamenti che causano comunemente fatica di ascolto anche su impianti molto costosi. La sensazione che se ne trae è quella di una particolare facilità/spontaneità nell’emissione sonora. Ne consiglio l’approfondimento a quelle persone discrete e lontane dai clamori delle mode, che cercano una verosimile “sonorità” da un sistema di riproduzione audio e con essa quelle soddisfazioni all’ascolto che permettono di dimenticare l’impianto di riproduzione. Se non fate parte di quel 98% di audiofili che hanno in casa il “miglior impianto del mondo” ma vi siete resi conto nel vostro percorso audio di aver speso decina di migliaia di euro senza raggiungere effettiva soddisfazione all’ascolto (e già pensate alla vostra prossima spesa che ritenete, come al solito, sia l’ultima), “forse” vale la pena provare ad ascoltare anche altro…

Presso la mia abitazione si può effettuare un primo ascolto su diffusori universalmente noti per le loro qualità timbriche quali le Rogers LS3/5a 15Ohm gold badge o le Dahlquist DQ10 oppure, a scelta, su altri diffusori disponibili nella mia collezione personale.

Un piccolo assaggio potete ascoltarlo da questo confronto fatto con uno strumento “live” in occasione del meeting ravennate del 2017, il sistema era composto da Philips cd960 mod. LT + Grundig X6500tp + LT MA50 + Grundig Box 400: qui

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