Confronto LIVE vs HI-END

E’ possibile effettuare un confronto simile? Una lettera di un lettore ha riportato un link ad un filmato in cui si proponeva un improbabile confronto tra un sistema hi-end ed un gruppo live a parità di ambiente (sala da concerto).
Dal momento che l’equivoco per cui un sistema “fedele” debba saper essere confrontabile con la riproduzione live è duro a morire, vediamo di comprendere perchè tale confronto non solo è inattuabile ma anche totalmente insignificante dal momento che le condizioni in cui ciascuno di noi ascolta sono ben diverse di quelle di una sala da concerto.
Si potrebbe pensare che il problema maggiore sia riconducibile all’SPL massimo che l’impianto hi-end è chiamato a riprodurre e certo questo è sicuramente uno dei problemi da affrontare in quanto i livelli live sono pressochè impossibili da riprodurre per la quasi totalità dei sistemi a radiazione diretta ma…questo è solo uno dei problemi in gioco e neppure il più difficile da risolvere.

Un ambiente come può essere un teatro o una sala da concerto non presenta pareti vicine a dove si potrebbe porre un diffusore acustico (ovvero sul palco) che quindi si troverebbe con l’unico rinforzo utile in gamma bassa rappresentato dal palco/pavimento (immaginando che anche l’ascoltatore sia a metà platea e quindi ben distante da qualsiasi parete) per cui, nella migliore delle ipotesi, si ha un classico caso D del metodo, che costringerebbe alla scelta di un sistema che sia di suo a gamma intera, dal momento che non potrà essere aiutato dall’ambiente. Occorre quindi un sistema che abbia almeno i 25Hz a -3dB ed in grado di riprodurre SPL (sul palco) di almeno 120-125dB….quindi si parla di subwoofer caricati in reflex e…costruiti con almeno un paio di woofer da 38cm (a lunga escursione) per canale! E questo rappresenta il minimo sindacale…
Tali sub poi non dovrebbero trovarsi distanti dai “satelliti” per evitare buchi nella risposta in frequenza e dovrebbero avere un’emissione omnidirezionale (quindi dovrebbero essere rivolti verso il pavimento/palco). Omnidirezionale dovrebbe essere anche, e soprattutto, l’emissione dei satelliti dovendo replicare l’emissione di strumenti dal vivo nel medesimo ambiente in cui questi eseguono la loro performance. Dal punto di vista acustico potrebbero andare bene anche delle Grundig Audiorama 8000 utilizzate come satelliti ma….se potessero riprodurre SPL di 125dB! A 105dB (a 1 metro…) ci si può anche arrivare come limite massimo, ma non sono assolutamente sufficienti in questo contesto. E di diffusori omnidirezionali lineari in grado di riprodurre tali valori di SPL personalmente non ne conosco.

Pensate sia finita qui? No non è affatto finita: quale segnale inviamo ai nostri diffusori per evitare di sentire il doppio del riverbero della sala in cui avviene la performance?
Perchè se tale evento live viene registrato con due microfoni in stereo reale, questi riprendono integralmente anche le riflessioni dell’ambiente e quindi riprodurre nello stesso ambiente tale registrazione causerebbe il raddoppio di tale riverbero…un esubero che risulterebbe fastidioso ed assolutamente irreale. E’ indispensabile in tale circostanza una registrazione multi microfonica con un adeguata regolazione dei livelli di ripresa di ciascun microfono e con microfoni direzionali (cardiodi) per evitare per quanto possibile di registrare anche il riverbero ambientale….riverbero che (ovviamente) non andrebbe in alcun modo aggiunto artificialmente in questo caso.
Ora una tale registrazione sarebbe valida solo in questa circostanza…ovvero in un frangente in cui ci si aspetta che il riverbero ambientale teatrale venga a completare (in fase di riproduzione) la registrazione stessa, mentre risulterebbe eccessivamente asciutta se invece fosse riprodotta nell’ambiente mediamente insonorizzato delle nostre abitazioni, adatto per ascolti hifi.
Non va infatti dimenticato che uno strumento reale trae giovamento dall’acustica riverberante (entro ragionevoli limiti) dell’ambiente adibito per performance live e ciò che finisce normalmente sui dischi è già comprensivo del riverbero ambientale (naturale o creato artificialmente) e quindi andrebbe riprodotto senza aggiungerne altro dovuto alla propria stanza di ascolto. Per questa stessa ragione in un ambiente adibito a riproduzione audio nella propria abitazione, il modo più fedele di irradiare suoni è con i diffusori a ridosso della parete di fondo e con pareti laterali per quanto possibile ben distanti, cercando la simulazione del modello che prevede due sorgenti identiche (con emissione ideale a 180°) che emettono su un semispazio. In una normale abitazione per contro sarebbe meno fedele una sorgente omnidirezionale in quanto accentuerebbe i riverberi registrati con quelli dell’ambiente in cui il suono viene riprodotto.