Collezione personale

Cosa vale la pena collezionare in questo settore? Una domanda che occorre porsi sia dal punto di vista della validità effettiva di un oggetto e sia da quello del mantenimento del suo valore di mercato. Come in qualunque collezione ci sono pezzi che si conservano perché  piacciono, altri perché  hanno un fascino particolare o perché mantengono/accrescono il proprio valore di mercato. Per “ricercato” intendo semplicemente quello che molte persone cercano e magari trovano a fatica perché “chi ce l’ha se lo tiene”. Non mi riferisco a prodotti attualmente in produzione (che nel 99% dei casi fra 5 anni nessuno più avrà nel cuore, e per vedere quale sarà quell’ 1% occorrerà appunto aspettare) ma ad oggetti che pur se fuori produzione da tempo sono tutt’ora molto “ricercati” appunto. Quegli oggetti che si sono costruiti una fama senza tempo, sicuramente più che giustificata se commisurata alla restante produzione. A questi si affiancano gli “outsider”, gli intrusi, ovvero quei prodotti che non sono ricercati “dai più” ma solo da chi usa le orecchie non curandosi di seguire il branco e che se ascoltati con attenzione si rivelano a volte validi quanto e più di certi ricercati oggetti. Nessun “ricercato” particolare nell’alta fedeltà tedesca ma in compenso il numero più rilevante di “outsider” presenti rispetto alle altre nazioni.


AMPLIFICATORI


Il “ricercato” a stato solido

Classe’ Audio DR3 : è ritenuto ancora oggi da molti uno degli amplificatori a stato solido meglio suonanti del pianeta. Si distacca effettivamente in modo netto dalla produzione a stato solido odierna e del passato. Chi lo apprezza non è tuttavia a conoscenza di ciò che è possibile ottenere con prodotti a stato solido che risolvano un determinante (per la sonorità) problema telaistico. E’ comunque un oggetto ben costruito e che per la fama che si è creato mantiene la propria quotazione di mercato.


L’outsider a stato solido

Onkyo M510 : sicuramente la sorpresa maggiore che mi sia capitata dopo l’incontro con Grundig. Questo ampli,  opportunamente settato, trova dimora nella mia abitazione in sala, con la grazia dei suoi 63Kg di peso netto, sonorizzando tramite un paio di Box 400 i momenti di lettura e di relax. In barba ai suoi 500W/ch su 4Ohm difficilmente viene impiegato a più di 1-2 Watt…grande delicatezza e dedizione timbrica se posto in condizioni opportune (vedi apparecchi rilevanti ).


L’outsider a valvole

Geloso 232 HFN : pensandoci bene questo è l’unico prodotto hifi italiano che ho acquistato in vita mia! Molti ne ho provati, sia in passato che in tempi più recenti, ma in collezione solo questo è entrato. Ben costruito e con una cura particolare riservata all’alimentazione (che utilizza ben due induttori mentre nei migliori progetti inglesi se ne usa solo uno). Non è certo un prodotto che brilla per i suoi dati di targa, ma entrando direttamente dallo stadio finale (vedi qui) assume una sufficiente linearità che abbinata all’ottimo suono e al fascino di un oggetto rarissimo, ne fa una buona ragione per tenerselo. Attraverso di esso si respira un epoca prettamente italiana fondata su qualità e pragmatismo, che purtroppo non esiste più e che personalmente rimpiango molto.


DIFFUSORI


Il “ricercato” dell’alta fedeltà inglese

Rogers LS3/5a 15 Ohm gold badge : ovvero la prima serie di LS3/5a, ad oggi ricercatissime e con quotazioni impensabili per un diffusore grande quanto una scatola da scarpe. Il vintage è anche questo del resto. Se correttamente installata e pilotata ha ancora molte frecce al suo arco. E’ ritenuta un componente insostituibile da molti appassionati, soprattutto in Asia. Molti la utilizzano accoppiate rigidamente con piedistalli Foundation e collocate distanti dalla parete di fondo, soluzione che assolutamente non consiglio (vedi apparecchi rilevanti).


L’outsider inglese

IMF Super Compact prima serie : o per meglio specificare trattasi della prima delle ben tre versioni di “prima serie” di Super Compact prodotte. La versione che ho in collezione non solo è selezionata per avere due diffusori non simmetrici (ovvero mantenendo le due casse sinistre prelevate da due coppie diverse) ma anche con una piccola variante che ho potuto constatare essere leggermente migliorativa, ovvero utilizzando i mr della seconda versione di prima serie, identici alla prima versione ma con cupoletta centrale convessa anziché concava. Questo è il diffusore inglese che più somiglia al suono di una Grundig 850a ma che, oltre a permettere una collocazione sollevata da terra con tw ad altezza delle orecchie, al contempo può essere (a fronte del particolare caricamento in gamma bassa) collocato distante dalla parete di fondo mantenendo buona coerenza in gamma bassa. Una collocazione che risulterebbe totalmente inadatta per un diffusore in sospensione pneumatica. E’ il diffusore a tre vie che personalmente preferisco tra quelli nati in Gran Bretagna.


Il “ricercato” dell’alta fedeltà americana

Dahlquist DQ10 non speculari : un diffusore che, a mio parere, più di qualunque altro ha lasciato il segno nella storia dell’alta fedeltà. Occorre dare atto a questo sistema di altoparlanti di essere stato probabilmente la massima vetta raggiunta in termini di rispetto della sonorità strumentale dall’alta fedeltà americana. Un diffusore che è un punto fisso nell’impianto di molti appassionati


L’outsider americano

Boston A200 : servono alcune condizioni per farle esprimere nel modo migliore: principalmente la collocazione a ridosso della parete di fondo ed un punto di ascolto sufficientemente distante (per evitare scollamento tra basso e medio). Quando queste vengono poste in essere questo diffusore entra in cattedra e si esprime con una libertà e spontaneità sconosciute alla quasi totalità dei progetti made in USA . In foto sono ancora raffigurati con la spugna Monacor montata ma mi sono accorto essere migliorativo l’originale telaio/tela a condizione di allargare i fori dei due piolini centrali di tenuta (dei sei presenti) e di bloccare con un poco di stucco le eventuali vibrazioni dei marchietti presenti.


GLI OUTSIDERS MADE IN GERMANY



Molti sono gli “intrusi” tra gli apparecchi tedeschi degli anni 70-80 che trovano posto in parte nella mansardina ed in parte nella mansarda grande. Sono gli apparecchi che integro (o alterno nel caso delle aktiv) agli LT per ascoltare musica quotidianamente. Essendo molti gli apparecchi in collezione li ho raggruppati in questo unico gruppo.

ELETTRONICHE

XPC6500tp: mantengo due esemplari di questo rarissimo compatto preamplificato, uno dei quali trova impiego in uno dei due sistemi che utilizzo solitamente

RPC600tp: uno dei miei primi apparecchi Grundig, comprato (miracolosamente) a Ravenna negli anni 90. Non lo ascolto mai ma mi dispiace venderlo

X6500tp: un sintopre telecomandato che rappresenta l’apice della produzione Grundig in tema di preamplificazione.

V1700, V30, V35, V7000, RTV1020, R20, SV1200 : tutti oggetti di cui tengo un esemplare in collezione. L’ultimo è in realtà di costruzione italiana su indicazioni specifiche della casa madre tedesca.

CD30, CD35, CD7500, CD7550 : anche di questi lettori cd conservo un esemplare per tipo per quanto quasi mai vengano utilizzati. Il CD30 lo ha in camera mia figlia con tutta la serie 30 e il cd35 lo ha mio figlio con tutta la serie 35.

XV7500 + T7500 : un’accoppiata vincente che rappresenta una valida alternativa all’X6500tp.

PS1020 + Shure M85G + N91G: un trittico con una “verve” sconosciuta alla totalità dei giradischi eso/professionali e vintage provati a confronto (la lista è moooolto lunga) e che trova perciò dimora con molta tranquillità a casa mia.

DIFFUSORI

Grundig box 850a : la mia preferita tra le passive tre vie Grundig, tuttavia in collezione ci sono anche le 1500a e le 2500a.

Grundig Aktiv20: una volta resa full CCI è il diffusore che in assoluto preferisco dal punto di vista della trasparenza e della timbrica: sembra un elettrostatico senza averne i difetti. Ha la trasparenza sul medio delle 703 ma con una coerenza con le altre gamme a cui la 703 non arriva. Peccato non abbia un’emissione MTM altrimenti sarebbe un diffusore pressoché perfetto. Ne tengo due coppie in collezione.

Grundig Aktiv30 – 40 – 50: ne tengo una coppia per ciascun modello anche se in mansardina quelle che meglio si adattano sono le 20.

Grundig XM400 : un outsider tra le aktiv, l’unica attiva a due vie già full CCI senza bisogno di modifiche (se è integra e completa di tutto, stemmini compresi), non la uso mai ma ne tengo una coppia in collezione.

Grundig Audiorama 8000 :  non la uso ma quando penso a venderla mi chiedo: ma come si fa a vendere un oggetto con queste peculiarità? Per le mie orecchie trattasi della migliore soluzione omnidirezionale che ho avuto modo di ascoltare. Normalmente se la cavano bene in quelle condizioni in cui le professional non sono a loro agio ovvero a distanza dalla parete posteriore.

Grundig SL1000 : ne tengo due coppie in collezione…non suonano nel 90% delle installazioni ma in quel 10% restante beh…non ce n’è per nessuno per le mie orecchie. Indispensabili 4 rinforzi ambientali (vedi metodo)

Grundig Box 300 e Box 400 : i diffusori che preferisco con installazione a scaffale, due capolavori elettroacustici che sono ben lungi dall’essere ad oggi compresi per le loro effettive potenzialità. Due coppie di entrambi in collezione di cui una di 300 l’ha voluta in camera sua mio figlio…buon sangue non mente 🙂

Grundig Box 550 prima serie: si adattano perfettamente al posizionamento raffigurato sopra in foto o in alternativa a piedistallo a ridosso della parete di fondo. Se correttamente collocata è uno dei migliori diffusori passivi per stanze di piccola metratura.

Grundig Box 313 : appese al muro in laboratorio, è l’ennesimo capolavoro ingegneristico Grundig di quel periodo. Il modello che consente le migliori prestazioni con installazione a parete.

Grundig Box 50 : due “microbi” che utilizza mia figlia con soddisfazione in camera sua.

Grundig TL100 : in cucina con la serie 35, ci ascolta la radio mia moglie

Vien da chiedersi se questi prodotti non fossero progettati da marziani tale è la differenza qualitativa rispetto ad altri prodotti in commercio.


panoramica dei miei due ambienti di ascolto


…mai come in questo caso l’apparenza inganna