Ascolti a distanza in epoca covid-19

Ovvero: è possibile valutare un sistema audio a distanza tramite una registrazione fatta con un telefonino?
Qualcuno potrà pensare: alè…Ambrosini è impazzito!  😀
In un periodo come questo in cui ancora risulta difficile la vita sociale (all’aperto si può mantenere la distanza di sicurezza ma al chiuso purtroppo siamo ancora costretti ad attrezzarci di mascherine) mettersi ad ascoltare differenze tra apparecchi dovendo subire il disagio di una maschera è sicuramente cosa che, se possibile, si evita volentieri. Per tale ragione verrebbe utile (non come sostituto ma come temporaneo palliativo) poter effettuare confronti utilizzando un ulteriore “mezzo di ripresa” che ci permetta di essere presenti ma a distanza. Con ciò non intendo una registrazione professionale ma bensì una catena alla portata di tutti formata da un telefonino come mezzo di registrazione e da una scheda audio ed una cuffia come mezzo di riproduzione.
Assurdo? Vediamo se, e entro quali limiti, sia possibile sfruttare questo mezzo.

Ormai svariati telefonini hanno disponibilità di due microfoni posti tra loro alla distanza massima permessa dalle dimensioni del telefono, distanza talvolta non molto diversa da quella che intercorre tra le orecchie e quindi una registrazione siffatta si presta ottimamente ad una riproduzione in cuffia (di buona qualità) permettendo un sufficiente rispetto degli spazi prospettici. Avremo tuttavia sempre a che fare con una “doppia” registrazione (la registrazione della riproduzione di una registrazione…) che comporterà la somma dei riverberi originari incisi sul disco con quelli della stanza di ascolto in cui avviene la ripresa col telefonino. Riverberi che possono ovviamente essere molto diversi da stanza a stanza. Oltre a questo problema avremo a che fare sia con i limiti di risoluzione del mezzo (che si limita all’utilizzo di formati compressi per avere file di dimensioni ancora accettabili per la pubblicazione) a cui si sommano i limiti di qualità della nostra scheda audio e i limiti dei trasduttori utilizzati per la registrazione/riproduzione.

Non è quindi, ne mai potrà esserlo (lo ribadisco per evitare equivoci), un mezzo sostitutivo rispetto all’ascolto fatto in prima persona ma in mancanza di quest’ultimo può comunque permetterci un primo approccio, una valutazione di massima.
Quanto può essere attendibile tale ascolto?
Come per ogni tecnica, nel rispetto di alcuni limiti di impiego, vi può essere una discreta attendibilità/ripetibilità. Vediamone i vari aspetti.

Una piattaforma audio/video globale, come può essere l’ormai onnipresente YouTube, permette di pubblicare varie tipologie di filmati: musicali, descrittivi, tutorial etc, etc e così anche (il caso nostro) registrazioni audio/video in cui si riprende la riproduzione di sistemi audio. Tra queste possiamo avere almeno tre possibili casistiche:

1) Filmati audio/video di impianti audio diversi (in ambiente diverso)
2) Filmati audio/video con confronti tra apparecchi sul medesimo impianto (stesso ambiente e stesso telefonino per la registrazione)
3) Filmati audio/video con confronti tra condizioni di installazione diverse messe in atto sul medesimo impianto (stesso ambiente e stesso telefonino per la registrazione)

Ciascun telefonino ha le sue caratteristiche audio: alcuni hanno un singolo microfono, altri consentono una ripresa stereofonica a fronte di due microfoni in dotazione, alcuni adottano microfoni migliori (più lineari) altri molto più economici e meno fedeli, altri ancora mettono in atto una palese limitazione di banda, etc, etc. A ciò si sommano le differenti caratteristiche degli applicativi utilizzati per le registrazioni. Risulta ovvio quindi che non potrà mai essere possibile effettuare confronti che abbiano un briciolo di attendibilità tra filmati eseguiti con telefoni diversi a causa delle differenze (talvolta notevoli) di fedeltà dei medesimi. Ascoltare filmati di impianti diversi può fornirci comunque un’impressione di massima nel caso la prestazione all’ascolto sia gradevole ma, per la ragione suddetta, non si può affatto deteminare se una eventuale prestazione sgradevole dipenda dall’impianto o vi sia una corresponsabilità del telefonino utilizzato per la ripresa.
Sono ascolti che vanno quindi sempre presi “con le molle” in attesa di poter effettuare ascolti veri (ovvero con le orecchie di fronte al sistema audio reale). Ciò può essere comunque un passatempo divertente e spensierato per alcuni appassionati ma direi poco utile soprattutto se lo scopo vuole essere quello di capire la sonorità di ogni singolo elemento al fine di trarre qualche possibile indicazione per chi vuole poter costruire a propria volta un sistema audio ben suonante.
Occorre tenere ben presente che la percezione di una differenza in cuffia può essere falsata in parte (o anche totalmente…) dalle caratteristiche del mezzo di registrazione/riproduzione ed è quindi importante almeno in occasione dei primi ascolti, poter verificare quanto fedeli/attendibili siano i tre elementi chiave (telefonino, scheda audio, cuffia) che abbiamo a disposizione, provando a registrare il proprio impianto e riproducendo in cuffia tale registrazione.  Più sarà fedele tale riscontro e maggiore potrà essere l’attendibilità/corrispondenza di ciò che ascoltiamo/registriamo e vogliamo condividere con altri.
Alle caratteristiche microfoniche dei telefonini impiegati vanno infatti a sommarsi le caratteristiche della cuffia e della scheda audio del nostro pc che utilizzeremo per l’ascolto: se ad esempio abbiamo a disposizione una cuffia che ha una gamma bassa abbondante, tenderemo a preferire filmati che hanno carenza di gamma bassa; analogamente se la cuffia è carente di alti preferiremo fimati che abbondano in gamma alta. Se l’accoppiata cuffia + scheda audio pur essendo sufficientemente lineari presentano una caratteristica di suono particolarmente colorata, non potremo certo valutare in modo attendibile l’assenza di colorazione di una registrazione… e così via in funzione di tutte le altre caratteristiche proprie che la nostra accoppiata cuffia/scheda audio può evidenziare.

Se il primo punto sopra citato ha quindi solo un’utilità di massima per darci un’idea sommaria della sonorità di un sistema, il secondo punto potrebbe invece rivelarsi interessante: il punto due suppone infatti che i filmati siano fatti utilizzando lo stesso telefonino e lo stesso ambiente.
Si tratta cioè, fermo restando lo stesso ambiente, la stessa installazione, lo stesso brano musicale e lo stesso telefonino posto nelle stessa posizione di ripresa, di provare a sostituire un singolo apparecchio ed ascoltare la differenza percepibile nel filmato (fermo restando la condizione indispensabile di un ascolto da effettuare rigorosamente in cuffia). Ovviamente non si tratterà di stabilire se c’è un poco più di basso o di alto (cosa che farebbe solo un neofita alle prime armi in quanto ciò può risultare falsato dalle risposte in frequenza sia dei microfoni che della cuffia) ma semplicemente quale delle due soluzioni comporta un suono più libero, con meno impuntamenti, meno fatica di ascolto, maggiore tridimensionalità e quindi in ultima analisi più sincero e coinvolgente. In tale valutazione va comunque tenuto conto dell’equilibrio tra le gamme percepito, in quanto ciò pure comporta una notevole influenza sulla godibilità/credibilità di insieme.

Condizioni di confronto

Questo paragrafo ha valenza generale, non solo per i confronti a distanza.
Al fine di effettuare confronti attendibili/ripetibili occorre fare attenzione a che gli apparecchi siano posti nella condizione di esprimere le proprie reali potenzialità. A tal proposito si osservano in rete filmati in cui gli apparecchi vengono confrontati in barba al benchè minimo rispetto di quelle condizioni che ne fanno mutare la sonorità. Si assiste a confronti all’ascolto tra elettroniche accatastate ovvero con apparecchi posti uno sopra l’altro quando ciò, nella maggior parte dei casi, ne peggiora la qualità. Altri casi in cui i confronti si fanno commutando apparecchi che sono entrambi accesi e collegati al sistema ed in tal modo si trovano entrambi a condividere il circuito di massa del sistema influenzandone le correnti col risultato di “livellare” le prestazioni del migliore con quelle del peggiore come in un sistema idraulico a vasi comunicanti, rendendo difatto minime la differenze percepibili.
Un confronto corretto deve essere per definizione ripetibile e per poter veder attuata questa condizione il posizionamento dell’apparecchio in test DUT (device under test) va effettuato senza avere apparecchi ne sovrapposti e ne sottoposti, su un ripiano ben stabile su quattro punti rispetto al pavimento e rispettando il percorso cavi come da indicazioni riportate qui.
Per evitare mutue influenze l’apparecchio con cui dovrà essere effettuato il confronto va posto in altra stanza, sopra a un divano o a un tappeto (ovvero disaccoppiato dal punto di vista vibrazionale dal pavimento).
Questi aspetti, che per molte persone possono sembrare folli, sono invece molto importanti/attinenti a quanto l’orecchio percepisce.
Vi possono inoltre essere problemi di adattamento di impedenza (sia nei confronti dell’apparecchio a monte che di quello a valle del DUT). Una regola generale (ed universalmente accettata) che vale per l’adattamento di impedenza è quella per cui un apparecchio a valle non deve mai “caricare” l’apparecchio a monte. Per fare ciò molto semplicemente si pone in essere la regola del “per 10” ovvero l’apparecchio a valle dovrà avere un’impedenza di ingresso almeno di 10 volte superiore a quella di uscita del DUT e analogamente l’apparecchio a monte dovra avere un’impedenza di uscita almeno 10 volte inferiore a quella di ingresso del DUT.
Generalmente è piuttosto raro che vi siano disadattamenti di impedenza tra lettori cd e preamplificatori o tra preamplificatori e finali di potenza mentre è (soprattutto ai nostri giorni) non difficile incontrare finali di potenza valvolari e/o zero feedback con un’impedenza di uscita che supera il valore di 1/10 rispetto a quella del carico. In tal caso quindi è necessario utilizzare diffusori ad impedenza elevata (tipo le Rogers LS 3/5a 15 Ohm) per ridurre per quanto possibile il problema a fronte di un confronto tra amplificatori.

Conclusioni

La possibilità offerta dalla rete di superare agevolmente le distanze è un aspetto che ha indubbiamente una certa attrattiva ma al prezzo di una limitata attendibilità. Ciò non significa che non si possano comunque effettuare tali prove, ma occorre sempre interpretarle con “beneficio di inventario”. Vanno bene per poter trarre un’idea di massima, la quale andrà poi verificata con l’ascolto in prima persona al fine di ottenerne o meno conferma.
Nel caso (tutto da verificare) che la nostra scheda audio/cuffia nonchè il nostro telefonino ci permettano di ottenere una sufficiente fedeltà, ciò ci consentirebbe di offrire/ottenere di fatto una possibilità di effettuare confronti a distanza che altrimenti sarebbero (in molti casi) irrealizzabili.
In ultimo la parte del leone è sempre ad appannaggio dell’attendibilità/inattendibilità del nostro giudizio soggettivo, un aspetto che abbraccia anche fattori psicologici e di educazione all’ascolto che esulano da questo articolo.
Nei filmati proposti in rete troverete anche “riprese” di sistemi audio con immagine fissa e audio copiato pari pari dal file audio cd (più fedele di così…), così come troverete quelli che non inquadrano mai i diffusori che “dicono” essere collegati…
Attenzione alle fake…sempre abbondanti in rete.